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	<title>spremute. &#187; pessimismo cosmicospremute.</title>
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	<description>è sempre l&#039;ora delle spremute e negli intervalli non abbiamo il tempo di lavare i bicchieri [di Claudia Bruno]</description>
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		<title>le vite degli altri</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2018 13:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[claudia bruno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FAVOLE AL LIMONE]]></category>
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<p>una volta ho fatto un corso. la nostra generazione passerà alla storia come la generazione che si faceva i corsi invece di calarsi gli acidi. comunque. senza voler divagare già da subito, a questo corso eravamo suddivisi in gruppi. eravamo lì, impegnati a realizzare un documentario &#8211; le interviste, le immagini di copertura, il minutaggio, insomma un [&#8230;]</p>
<p>Fonte: <a rel="nofollow" href="https://spremutesenzazucchero.it/le-vite-degli-altri/">le vite degli altri</a> di <a rel="nofollow" href="https://spremutesenzazucchero.it/author/admin/">claudia bruno</a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a rel="nofollow" href="https://spremutesenzazucchero.it/le-vite-degli-altri/">le vite degli altri</a> di <a rel="nofollow" href="https://spremutesenzazucchero.it/author/admin/">claudia bruno</a></p>
<p style="text-align: justify;">una volta ho fatto un corso. la nostra generazione passerà alla storia come la generazione che si faceva i corsi invece di calarsi gli acidi. comunque. senza voler divagare già da subito, a questo corso eravamo suddivisi in gruppi. eravamo lì, impegnati a realizzare un documentario &#8211; le interviste, le immagini di copertura, il minutaggio, insomma un documentario, con tutti i cazzi e mazzi. severo ma giusto. a parte il fatto che a un certo punto mancavano due giorni e noi il documentario non ce l&#8217;avevamo. nel gruppo tutti continuavano a discutere rilassatamente, come se invece di due giorni si fosse trattato ancora di mesi, toh, di settimane. erano lì tranquilli, con tanto di pause sigarette intervallate da aneddoti personali e flashback dell&#8217;infanzia. allora praticamente succede questa cosa. succede che io alzo lo sguardo e sulla parete della stanza in cui eravamo, alle loro spalle, inizio a vedere delle figure strane. tipo dei mostri che fanno no con la testa. <em>no</em>, dicono &#8211; sinistra destra, semplice da capire: dicono no. al ché, mi sembra che anche la mia testa di riflesso fa no, destra sinistra &#8211; al contrario perché volevamo andare coordinati. insomma per farla breve comincio a sentire nelle orecchie questo mucchietto di parole sparpagliate, del tipo <em>mai</em>, del tipo <em>non</em>, del tipo <em>faremo-ce-la</em>. così, mentre gli altri erano lì a metà strada tra la fine della sigaretta e il primo giorno d&#8217;asilo io li guardo &#8211; sempre facendo no con la testa, destra sinistra &#8211; e vomito al centro della stanza questa frase che all&#8217;improvviso mi si era formata nella gola, dico: <em>non ce la faremo mai. </em>mi esce una voce strana, un ibrido tra un ruggito e un rutto. e infatti vedo che gli altri tutti si interrompono e mi guardano male, della serie tre secondi di silenzio per questa che è matta. allora il direttore del corso si gira tipo il prete se qualcuno bestemmia all&#8217;oratorio e inizia a muoversi verso di me, sempre più vicino, sempre più vicino tanto che a un certo punto penso di essere diventata piccolissima che deve venire così vicino per vedermi. e insomma con la bocca stratosferica mi fa: <em>ma cosa DIAMINE stai dicendo?</em> dice <em>diamine</em>, che nel mio vocabolario è già molto grave perché lo diceva mio padre quando nei viaggi in macchina avevamo sbagliato strada, poi lo dice in maiuscolo, quindi. <em>non esiste è impossibile</em>, dice,<em> esiste solo ce la faremo</em>. infatti io non ho detto è impossibile, gli cerco di spiegare con calma, io ho detto <em>non ce la faremo mai</em>, che è possibilissimo &#8211; quasi sicuro, a voler essere precisa; ma questo me lo tengo per me, capisco che non è il momento. <em>noi ce la faremo</em>, continua lui,<em> noi ce la stiamo già facendo, noi</em> &#8211; mi fa a un certo punto abbassando la voce in modo che gli altri non possano sentire -<em> ce l&#8217;abbiamo già fatta, te la butto là</em>. e mentre tutti dicevano <em>sì-sì</em> con le teste che a me venivano i brividi dietro la schiena, i mostri sul muro hanno cominciato a mettersi le mani in faccia per dire è finita, <em>è finita</em>. ma gli altri comunque continuavano a fare sì con la testa del tipo <em>staiserena</em>, allora ho pensato che il muro alle mie spalle doveva essere tutto bianco, un semplice muro bianco appena ritinteggiato. e lì ho capito che a volte le vite degli altri sono molto meglio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.rinadonnersmarck.com/"><img class="alignnone wp-image-5350 " src="http://spremutesenzazucchero.it/wp-content/uploads/2018/02/le-vite-degli-altri.jpg" alt="le vite degli altri" width="300" height="420" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Illustrazione: <a href="https://www.rinadonnersmarck.com/" target="_blank">Rina Donnersmarck</a></em></p>
<p>Fonte: <a rel="nofollow" href="https://spremutesenzazucchero.it/le-vite-degli-altri/">le vite degli altri</a> di <a rel="nofollow" href="https://spremutesenzazucchero.it/author/admin/">claudia bruno</a></p>
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