sulla giostra volante

di claudia bruno

stanotte guidavo una Marbella con accanto la mia amica che sogna sempre che perdiamo le valigie. in mezzo a noi, seduto sul freno a mano, per la precisione, c’era ET con i capelli blu e le unghie lunghe che ci dava indicazioni muovendo le braccia nell’abitacolo, ma molto lentamente. ce ne andavamo per la città di Zion senza cercare parcheggio. poi si è fatto giorno. sono scesa dall’aereo per Londra con il cappello di Mary Poppins, quello bianco della gita, che mi cadeva sugli occhi, quindi vedevo solo scarpe. per scendere a terra siamo saliti tutti su una giostra elicottero a forma di cerchio con tanti seggiolini disposti a coppia uno di fronte all’altro. quando sono arrivata io, e ho poggiato il primo piede sulla giostra volante, avevo paura di cadere ma brancolando nel vuoto ho trovato la mano grande e ruvida di un uomo molto più vecchio di me. io non sapevo chi fosse, non riuscivo a guardarlo in faccia perché, appunto, il cappello continuava a coprirmi gli occhi e con l’altra mano reggevo il bagaglio, ma posso dire che si trattasse di una ruvidezza rassicurante. così, quando finalmente mi sono seduta, completamente vestita da Mary Poppins scarpe incluse, bianche pure quelle, ho appeso per aria la valigia, mi son scostata il cappello dal naso, e l’ho guardato. era il mio dirimpettaio di seggiolino. un grosso signore con pochi peli, neri, le guance impolverate e gli occhi azzurri di un bambino di sette anni. mi ha detto: guardi sotto, c’è il Tamigi, non è incredibile? lo era.

volare

Illustrazione: My lovely thing

questa spremuta è tratta da: ingredienti: